L’Italia è al primo posto nel mondo per agricoltura sostenibile.

L’Italia conferma il suo primato nella sostenibilità agricola raggiungendo alcuni importanti obiettivi:

  1. essere le aziende che meno emettono gas serra;
  2. avere il minor numero di prodotti agricoli con presenza di pesticidi;
  3. dedicare alla produzione biologica un’alta ampiezza di superfici agricole;
  4. generare il più alto valore di produzione per ettaro coltivato;
  5. essere la nazione con più aziende agricole a conduzione giovanile.

Cos’è la sostenibilità agricola?

Dal punto di vista ambientale s’intende un’agricoltura rispettosa delle risorse naturali quali acqua, fertilità del suolo, biodiversità, e che non utilizzi sostanze chimiche inquinanti.

Dal punto di vista economico invece significa avere la capacità di contribuire alla soddisfazione della domanda agricola globale e, allo stesso tempo, avere la capacità di garantire ai lavoratori un reddito equo, la tutela della sua salute e migliorare la qualità di vita degli agricoltori.

Diversi sono i modelli di agricoltura sostenibile:

  • agricoltura biologica: un metodo di produzione che si realizza secondo norme europee e che ammette solo l’uso di sostanze naturali e limita lo sfruttamento eccessivo di risorse come suolo aria e acqua. Sono vietate sostanze chimiche di sintesi in favore di fertilizzanti naturali e della rotazione delle culture.
  • agricoltura biodinamica: un metodo fondato sul rispetto dell’ecosistema terrestre e sulle fasi lunari. L’obiettivo è quello di permettere alle piante di autoregolarsi ed adattarsi alle condizioni esterne. Non sono ammessi concimi chimici ma sono predisposte dosi omeopatiche di preparati naturali per favorire la fertilità del suolo e la crescita delle piante.
  • permacultura: un metodo che prevede l’insieme di pratiche agricole orientate al mantenimento naturale della fertilità del terreno integrando la progettazione e la gestione dei paesaggi antropizzati in modo da soddisfare i bisogni della popolazione mantenendo l’sostenibilità degli ecosistemi naturali.

Le finalità dell’agricoltura sostenibile:

L’agricoltura sostenibile propone un modello di economia fondato su un codice etico vincolante per tutti i soggetti che lavorano in questo settore e finalizzato a:

  • migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone l’accesso al mercato, pagando le loro merci a un prezzo più equo ed assicurando continuità delle relazioni commerciali,
  • promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati, specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i bambini dallo sfruttamento,
  • divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento, tramite la vendita dei prodotti, favorendo e stimolando nei consumatori la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo, 
  • proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale, sostenibilità ambientale, sicurezza economica, promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali. 

L’economia sostenibile dell’Italia

L’agricoltura italiana emette il 46% di gas serra in meno della media delle altre nazioni europee, e fa decisamente meglio degli altri paesi considerati tra i migliori: Spagna (+25% rispetto al nostro Paese), Francia (+91%), Germania (+118%) e Regno Unito (+161%).

L’Italia, inoltre ha il minor numero di prodotti agroalimentari con residui di pesticidi (0,48%), inferiore di sette volte rispetto ai prodotti francesi e di quasi 4 volte di quelli spagnoli e tedeschi. Con 64.210 produttori biologici, il nostro Paese è al primo posto del settore, seguito da Spagna (36.207) e Francia (32.264).

È inoltre sesto al mondo per ampiezza delle superfici a cultura biologica (1,8 milioni di ettari).

Il valore aggiunto per ettaro in Italia è più del doppio della media europea, nello specifico il triplo di Germania e Regno Unito, il 58% in più rispetto alla Spagna e il 153% della Francia.

Risultati che si devono anche alle aziende a forte componente giovanile: sono 55.331 le imprese agricole condotte da under 35. L’Italia è al primo posto per aziende agricole a conduzione giovanile. E rispetto alla media, le aziende agricole dei giovani hanno fatturati più elevati (+75%) e registrano più occupati (+50%).

Un primato “green”, insomma, che fa dell’Italia un Paese all’avanguardia nel mondo, in questo senso, ma che non è l’unico.
Solo quest’anno 207.000 aziende hanno investito sulla sostenibilità e l’efficienza. 

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