La produzione farmaceutica vale il primo posto all’Italia per quantità e qualità.

 

Il farmaco italiano supera quello tedesco per fatturato.

L’Italia è il primo produttore farmaceutico dell’Unione Europea: dopo anni di inseguimento, ha infatti superato la Germania con una produzione di 31,2 miliardi di euro, contro i 30 dei tedeschi. Un successo dovuto al boom dell’export che oggi sfiora i 25 miliardi.

Le imprese del farmaco nel 2017 hanno investito 2,8 miliardi (1,5 in ricerca, 1,3 in impianti produttivi).

L’industria farmaceutica in Italia rafforza il suo ruolo fondamentale nella crescita del Paese.

Un primato che si fonda principalmente su risorse umane altamente qualificate e produttive.

Le aziende a capitale nazionale, con alcune che singolarmente oggi arrivano ad investire oltre 300 milioni di euro all’anno in Ricerca e Sviluppo, sono ai primi posti tra le imprese di tutti i settori manifatturieri per investimento. Occupano fino a 17.000 addetti e sono leader in aree mondiali o hanno affrontato importanti operazioni di fusione. Senza dimenticare le tante altre aziende a conduzione famigliare, che portano nel logo il nome di famiglia, e che hanno sfidato i mercati globali con successo, anche in segmenti altamente innovativi.

Dal 1978 ad oggi gli italiani hanno guadagnato circa 10 anni di vita, grazie allo straordinario impegno nella prevenzione, all’attenzione agli stili di vita, ai progressi della scienza medica. E al lavoro di ricercatrici e ricercatori delle imprese farmaceutiche in tutto il mondo.

Le esportazioni negli ultimi 10 anni hanno determinato quasi al 100% la crescita della produzione.

L’Italia ha segnato il maggiore incremento dell’export farmaceutico tra i Big Ue negli ultimi 10 anni (107% complessivo rispetto a 74%). Un export che è cresciuto dal 1991 al 2018 di 15 volte, passando da 1,3 a 24,8 miliardi. Nella classifica per export dei 119 settori dell’economia in Italia, nel 1991 i medicinali erano al 57° posto, oggi sono al quarto (dopo due settori della meccanica e gli autotrasporti).

L’Italia si guadagna il primo posto nel valore delle esportazioni della produzione farmaceutica.

Le imprese del farmaco nel 2017 hanno investito 2,8 miliardi (1,5 in ricerca, 1,3 in impianti produttivi).

I punti di forza dei farmaci italiani.

Il farmaco biotech e le biotecnologie della salute sono trainanti nell’economia farmaceutica italiana. Le oltre 200 aziende nel Paese, che dal 2010 hanno aumentato gli investimenti in Ricerca e Sviluppo del 40%, sono oggi una realtà consolidata. Nel 2018 sono stati investiti in Ricerca e Sviluppo 700 milioni, con circa 300 progetti di ricerca. Ed i risultati sono evidenti. Nelle Terapie Avanzate: 3 su 6 di quelle attualmente autorizzate in Europa sono nate dalla R&S in Italia.

Alle malattie rare è destinato il 25% del totale degli studi clinici in Italia. Negli emoderivati (settore in cui il nostro Paese è campione, con importanti investimenti nazionali e internazionali e un livello di investimenti per addetto che è pari a 5 volte la media manifatturiera) e nella medicina di genere.

Nel settore dei vaccini l’Italia è un attore internazionale di ricerca e produzione, con una solida tradizione scientifica e una forte vocazione all’export. I vaccini generano anche risparmi significativi: per 1 euro speso se ne risparmiano 16 per i costi della malattia evitati; fino a 44, se si considerano il valore di una vita più lunga e in salute e il relativo impatto.

Struttura del settore.

Fiore all’occhiello del settore è l’occupazione giovanile: secondo i dati INPS, dal 2014 al 2016 gli addetti under 35 nell’industria farmaceutica sono aumentati del 10%, rispetto al +3% del totale dell’economia. Rappresentano il 55% del totale degli addetti in più e molti sono a tempo indeterminato (3 su 4). Sono in aumento anche le donne, pari al 42% degli occupati, molto di più rispetto alla media del totale industria (25%). Spesso con ruoli importanti nell’organizzazione aziendale. Sono donne infatti circa il 40% di dirigenti e quadri e con il 52% di ricercatrici, si può poi affermare che la ricerca è “rosa”.

Le imprese del farmaco possono contare su un indotto di eccellenza ed altamente innovativo con 66.000 addetti, 14 miliardi di produzione e più di 800 milioni di investimenti. Considerando gli occupati nella distribuzione (oltre 12.000) e nelle farmacie (88.000), la somma di addetti diretti, indotto e filiera è pari a 232.000.

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