Gli Stati Uniti si contendono la posizione di prima economia mondiale con la Cina. Dopo un periodo di crisi il PIL è nuovamente in crescita.
Per quanto riguarda il PIL le cifre sono positive ed evidenziano una crescita marcata. La componente principale dell’economia statunitense rimane il settore dei servizi (79,5%), seguita da industria (19,4%) e agricoltura (1,1%). Il trend positivo ha investito anche gli investimenti fissi e provocato un aumento del tasso di occupazione.
Si registra un aumento anche nella formazione di nuovi posti di lavoro (attorno ai 211.000 nuovi posti di lavoro), nel quale il settore dei servizi è il segmento più richiesto. Una modesta crescita degli impiegati viene registrata anche dal settore minerario ed energetico, nelle costruzioni e nel manifatturiero. Anche il retail torna a impiegare un numero maggiore di persone.
L’interscambio tra USA e Italia è elevato, l’Italia è riuscita ad esportare negli Stati Uniti prodotti e servizi per un valore di 36,9 miliardi di Euro, registrando un aumento del +2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I dati dimostrano inoltre una grande crescita dell’interscambio commerciale per quel che riguarda l’interesse nell’importare e nell’esportare negli Stati Uniti. Per quanto riguarda le importazioni in Italia, le aziende statunitensi si concentrano principalmente sul settore informatico, meccanico, petrolifero, chimico (prodotti farmaceutici) e delle telecomunicazioni. Invece, le aziende italiane intente ad esportare negli Stati Uniti si focalizzano sul settore agroalimentare, dei mezzi di trasporto, dei macchinari e dell’abbigliamento.
La situazione economica, politico/giuridica e sociale è stabile e favorevole allo sviluppo del mercato interno e degli interscambi commerciali, rendendo intensi anche i legami economici e commerciali con l’Italia, oramai solidi e duraturi.
Collaborazioni politiche e convergenza di vedute su numerose tematiche consolidano il rapporto tra Italia e USA oltre la bilancia commerciale.
Un forte apprezzamento per il “made in Italy” risulta essere un vantaggio per le aziende italiane che vogliono affrontare questo mercato.