Il 2018 è stato l’anno dei video, il 2019 sarà l’anno della voice revolution: voice search, smart speaker e voice assistant. Tutto gira intorno all’ immediatezza e velocità data dalle richieste vocali.
La voice search (o vocal search) permette agli utenti di interrogare il motore di ricerca utilizzando la propria voce, senza dover digitare la query rendendo le ricerche ben 3 volte più veloci.
Lanciata nel 2008 da google, nell’ultimo periodo sta diventando sempre più utilizzata soprattutto da smartphone – dato che non ce ne separiamo mai – ma anche da laptop, desktop (Cortana) , tablet, smartwatch e smartspeaker (ad esempio Google Home, Amazon Echo).
Il futuro è dunque qui, nelle ricerche vocali.
Dai dati del COmScore si stima che il 50% delle ricerche sarà di tipo vocale entro il 2020 e il 30% delle sessioni web avverrà senza utilizzare schermo e tasti.
Cambia quindi il modo di cercare informazioni sul motore di ricerca e l’approccio SEO correlato alla ricerca vocale, deve essere quindi più moderno, naturale, meno meccanico e più finalizzato alla risoluzione di un problema generato da una domanda.
Grazie agli esperti SEO di livello mondiale come Brian Dean di Backlinko e Roger Montii di Search Engine Journal è possibile delineare cosa può influire a livello tecnico nella ricerca vocale: