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Intervistiamo Alessandro Borghesan, Creative Strategist & Coach

Alessandro Borghesan, Creative Strategist & Coach, si occupa di supportare le imprese nella crescita commerciale attraverso il digital marketing. In questa intervista ci racconta del suo lavoro, delle modalità che le aziende possono seguire e dei trend da seguire.

Buongiorno Alessandro, ci racconti un po’ di te e di cosa ti occupi?
Provengo dal mondo delle vendite nazionali ed export con esperienze di marketing management in aziende strutturate e trasferisco conoscenze, metodi e know-how alle PMI, aiutandole a definire una strategia commerciale di espansione sfruttando le nuove tecnologie web e digitali.

Se dovessi spiegare il digital marketing ad un neofita, cosa gli diresti?
La definizione più vicina è “l’insieme delle attività di marketing che utilizzano i canali web per sviluppare la propria rete commerciale, analizzare i trend di mercato, prevederne l’andamento e creare offerte sul profilo del cliente target”.
Il digital marketing è un nuovo canale di comunicazione attraverso cui veicolare valore dall’azienda al cliente. Accorcia notevolmente le distanze tra chi cerca l’informazione e chi la può fornire e ha ridato potere al consumatore nel comprendere e valutare i prodotti e nel fare le sue scelte con molta più consapevolezza. Ora il consumatore ha libero e facile accesso ad un mare di informazioni in tempo reale, via web, per farsi una propria idea.
Detto questo probabilmente siamo un po’ tutti neofiti vista la velocità con cui si sta evolvendo il marketing digitale nell’ultimo decennio e letteralmente ogni mese ci sono novità o evoluzioni interessanti… quindi come fare per non perdersi?
Ci vuole una bussola di riferimento per orientarsi e avere una visione d’insieme, una mappa di intenti che dia un senso, un perché ed un come all’imprenditore che possa così mantenere la rotta o modificarla repentinamente sapendo cosa fare e perché farlo.
Quindi semplificare la comprensione di queste nuove discipline e capirne le dinamiche diviene fondamentale anziché seguire compulsivamente mode, novità e tendenze che magari con il nostro brand non hanno nulla a che fare!
Per questo, dopo anni di studio e applicazione sul campo, ho creato il metodo PR.I.S.M.A. (Protocol Inbound Strategy Marketing Automation) che proprio come un prisma scompone un obiettivo apparentemente complesso in 7 semplici componenti basici, da seguire con un protocollo che funge da guida pratica quando ci si pone ad un lancio o rilancio di un prodotto, il restyling di brand o l’approccio a nuovi mercati.
Un protocollo che semplifica il più possibile il concepimento del digital marketing e mette in condizione l’imprenditore ed il suo staff di far emergere le tattiche corrette da mettere in atto; a partire dall’analisi degli obiettivi e dei concorrenti per poi sfruttare al meglio tutte le moderne discipline e tecniche digitali ma armonizzate e sincronizzate da un piano sequenziale step-by-step che pone sempre al centro l’obiettivo aziendale.

Perché un’impresa dovrebbe investire in digital marketing?
Credo che investire in questo nuovo canale non sia oggi una scelta ma una naturale conseguenza dell’evoluzione del mercato. Da sempre si deve fare comunicazione nelle “piazze” dove transita il proprio pubblico potenzialmente interessato, siano esse fisiche o virtuali. I nuovi canali digitali come i social, i motori di ricerca, le piattaforme video e i negozi virtuali, ovvero gli e-commerce, sono divenuti, di fatto, una parte imponente di aggregazione del pubblico. Inoltre Il marketing digitale fornisce dati concreti e permette analisi accurate sulle proprie azioni promozionali permettendo di posizionarsi già in maniera oculata sin dall’inizio e di migliorare in corsa. A livello economico si può inoltre affermare che costa decisamente meno rispetto ai tradizionali modelli di tipo fieristico e mass media.

Quanta importanza daresti al blog aziendale e perché?
Da non confondere con i forum o gli altisonanti magazine blog dei V.I.P. , un blog è in realtà una parte del sito web aziendale particolarmente adatto per pubblicare contenuti frequenti anche da parte dell’azienda senza bisogno di tecnici e programmatori perché di facile utilizzo e modellazione. È soprattutto un elemento cardine per diffondere i valori unici dell’azienda, declinati in diversi format come articoli, interviste, casi di successo, video, tutorial, recensioni, fotografie, approfondimenti e tanto altro ancora. In più ai motori di ricerca (Google in primis) piace molto questa forma di pubblicazione, che premia posizionandola più velocemente nelle sue classifiche di ricerca e dando potenzialmente una grandissima visibilità ad un pubblico che sta cercando soluzioni e consigli per risolvere problemi e necessità. Quindi è un tassello fondamentale del protocollo PR.I.S.M.A. per intercettare il proprio pubblico e posizionarsi come autorevoli in un argomento, comunicare valore e infondere fiducia ancor prima di un’auspicabile trattativa di vendita.

Secondo te, per un’azienda, quando può essere utile sviluppare delle landing pages specifiche per un prodotto/servizio?
La landing page è un altro tassello del vasto puzzle del marketing digitale. Si tratta di una pagina web molto diretta che propone un’offerta o illustra una singola soluzione, senza distrazioni e che non permetta uscite o link verso l’esterno. Questo permette di catalizzare tutta l’attenzione dell’utente durante i suoi pochi secondi di permanenza nel recepire il valore offerto con il fine di ottenere il contatto e l’indirizzo email del potenziale cliente. Da lì parte un vero e proprio percorso di “follow-up” che attraverso azioni conseguenti quali email, video, ed infine il vis-à-vis umano, persuade il contatto fino alla vendita o al risultato perseguito.
Negli States, per esempio, molti business milionari si fondano solo su una o due landing pages ben fatte ed estremamente verticali che catalizzano un pubblico interessato attraverso campagne a pagamento e lo introducono all’inizio di questo Funnel (imbuto) di persuasione non invasivo ma convincente.

Secondo te, esiste una strategia digitale che può andar bene per qualsiasi realtà aziendale?
Non esiste una ricetta uguale per tutti, ma esistono degli ingredienti comuni a tutti che miscelati in dosi e metodi diversi possono dar vita ad una tattica operativa che persegua degli obiettivi specifici. Anche all’interno della stessa azienda ci possono essere più obiettivi e pertanto più strategie, e gli stessi strumenti possono essere utilizzati in modo diverso per raggiungere più risultati. Un esempio classico sono gli obiettivi di penetrazione sul mercato B2B e B2C che necessitano di modelli di comunicazione completamente diversi anche se si possono usare le stesse piattaforme digitali. Anche in questo caso seguire un protocollo step by step che chiarisca innanzitutto le idee e dia una traiettoria strategica è fondamentale per definire un piano di lavoro concreto corredato di tempi, risorse e budget.

Ed infine: quali sono i trend digitali di quest’anno da seguire assolutamente?
Un trend che sta emergendo in assoluto è l’utilizzo di uno dei nostri sensi: l’udito! Tutto quello che si rapporta con la voce ed i suoni sta assumendo un ruolo importante nella nostra vita perché ci libera dalle incombenze tattili e ci permette di essere più veloci e snelli o addirittura di fare più cose in meno tempo o contemporaneamente! Attualmente un terzo delle ricerche su Google sono vocali quindi anche le regole SEO stanno cambiando e nell’immediato futuro bisognerà “piacere” gli assistenti vocali come Siri, Google Now o Alexa, per posizionarsi nelle ricerche web.
Un altro trend è l’intelligenza artificiale applicata agli istant messenger, come Whatsapp o Messenger, che grazie ai robot ChatBot possono sostituire o implementare molti approcci di pre e post vendita.
Ed ancora un trend emergente sono i podcast che intrattengono e istruiscono facendo recuperare preziosi tempi morti, senza interruzioni, e che stanno raccogliendo sempre più estimatori e pubblico targetizzato in nicchie molto specifiche anche in Italia.
Resta comunque un trend ancora importante il canale video che ingaggia molto di più che la sola comunicazione scritta e veicola, oltre che informazioni veloci e non fraintendibili, anche l’aspetto emozionale che nei social, per esempio, è essenziale per farsi apprezzare.

Per conoscere Alessandro visita il suo profilo LinkedIn.

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