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Intervistiamo Davide Dal Maso, Social media coach

Social media coach, insegnante e fondatore del Movimento Etico Digitale, è stato il più giovane a tenere una lezione all’Università di Padova. Stiamo parlando proprio di lui: Davide Dal Maso! L’abbiamo intervistato e gli abbiamo chiesto di raccontarci della sua esperienza e del suo lavoro.

Buongiorno Davide, ci racconti un po’ di te e di cosa ti occupi?
Mi occupo di social media coaching ovvero affianco i team interni alle aziende per renderli più efficaci ed autonomi nella gestione dei social media.
Inoltre supporto aziende di medie dimensioni nella creazione di strategie marketing specifiche per lanciare prodotti o trovare nuovi clienti.

Quando è iniziata la tua passione per i social media e quando ti sei accorto che sarebbe potuto diventare il tuo lavoro?
A 14 anni ho iniziato a fare pagine e gruppi Facebook per divertimento e per coinvolgere conoscenti nelle mie passioni.
Successivamente facevo pagine per ristoranti e pizzerie locali in cui in cambio ricevevo buoni per mangiare lì. A 18 anni ho fatto la mia prima consulenza ad un’azienda con 10 dipendenti sulle strategie social in cui ho chiesto loro di darmi il compenso che meritavo. Il risultato economico mi ha sbalordito e rafforzato la mia idea di farne una professione.

Se dovessi spiegare il social media marketing ad un neofita, cosa gli diresti?
I social sono la più grande opportunità di parlare ad un pubblico vasto e selezionato con un investimento ridotto. Capirne le dinamiche è interessante perché sono collegate a quelle della società offline e le mosse di marketing dovrebbero essere una conseguenza dello studio del pubblico a cui si va a parlare.

Quando arrivi in azienda, l’imprenditore o il responsabile ha già le idee chiare su cosa vuole fare? Cosa ti chiedono solitamente?
Spesso non hanno una strategia, ma hanno creato i social media con l’idea che sia facile perché tanto li utilizziamo tutti i giorni. I risultati sono: poco tempo investito e assolutamente zero ritorni.
Creare una strategia operativa, un piano di pubblicazioni che si differenzi e capire come fare lead generation aiuta molto le aziende, in particolare se combinato con un up-skill ovvero una formazione delle risorse interne in tal senso.

Per quanto riguarda i social media, di cosa hanno bisogno le imprese del nord-est secondo te?
Di committenti fidati che li guidino in un percorso verso la digitalizzazione senza essere fregate. È un grosso problema del nostro settore, tanti vendono aria fritta e questo penalizza anche i più bravi.
Inoltre c’è bisogno di consapevolezza che il futuro è nella combinazione tra qualità offline e visibilità online.

Secondo te quali sono i trend di quest’anno da seguire assolutamente?
Molto interessante in tema social: l’evoluzione di Instagram, l’implementazione delle piattaforme di messaggistica istantanea come WhatsApp all’interno del business e le potenzialità di LinkedIn per trovare clienti nel b2b.

Ed infine: ci racconti del Movimento Etico Digitale?
Un movimento di formatori-volontari che in tutta Italia sensibilizzano sulle potenzialità e i rischi del web in modo gratuito.
Nato da una mia idea sui banchi di scuola ora è una no-profit con più di 70 formatori che svolgono questi interventi per diffondere la cultura digitale in modo etico a ragazzi e genitori.

Per conoscere Davide visita il suo profilo LinkedIn.

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