Dopo l’uscita dall’apartheid il Sudafrica dovette affrontare non solo un cambiamento politico, ma anche un cambiamento sociale ed economico.
I cambiamenti politici, sociali ed economici hanno rappresentato l’elevato sviluppo dell’economia sudafricana negli ultimi vent’anni. Partendo come nazione con un sistema economico legato al settore primario, ai giorni nostri il paese africano si è fortemente stabilizzato nel settore secondario, soprattutto nelle manifatture, e nel terziario: rispettivamente 67,3% e 30,3% della formazione del PIL. Il rimanente 2,4% è occupato dal settore agricolo.
Molte aziende automobilistiche di fama internazionale (quali Fiat, Nissan, Toyota, Volkswagen e Mercedes) possiedono almeno una sede di produzione assai rilevante per il mercato globale grazie alla ricchezza di materie prime che il paese africano dispone.
Autoveicoli e macchinari sono tra i prodotti maggiormente esportati all’estero. In aggiunta non va scordata l’industria mineraria sudafricana, la quale gode di un’eccellente reputazione nel settore manifatturiero internazionale, esportando grandi quantità di oro, acciaio e gemme preziose.
Dopo aver trascurato per un lungo periodo gli interscambi con le nazioni dell’Africa australe, nell’ultimo decennio l’Italia ha valutato il Sudafrica come paese di riferimento per le proprie esportazioni. Nel settore dell’energia l’Italia detiene il primato di esportazioni in Sudafrica, contribuendo al progetto di sviluppo del paese. Ai giorni nostri l’Italia sfrutta le importazioni ed esportazioni in Sudafrica per ottenere un rapporto stabile e duraturo con la nazione più ricca del continente africano.
Negli ultimi anni le esportazioni in Sudafrica sono aumentate ben del 42%. Un notevolissimo sviluppo delle esportazioni in Sudafrica è registrato nel segmento elettronico-informatico (+373%) e degli autoveicoli (+108%). Altri comparti, che favoriscono le esportazioni in Sudafrica, riguardano le manifatture (+114%), bevande e alimentari (+55%) e i metalli non metalliferi (62%). Non solo la nostra penisola è interessata nelle importazioni ed esportazioni in Sudafrica, ma anche superpotenze come Regno Unito, Cina, Germania e Olanda: paesi che hanno instaurato resistenti rapporti commerciali ancora più remoti di quelli italiani.
Il sistema economico sudafricano mostra un forte apprezzamento per il “made in Italy”, favorendo così un crescente interscambio dal punto di vista non solo commerciale, ma anche culturale.