Le differenze tra il colosso dell’e-commerce americano e quello cinese sono tantissime. Ciò che invece li accomuna sono i numeri di vendita che stanno realizzando. Amazon è in testa (nel 2018) per fatturato con i suoi 177 miliardi di dollari ed un incremento di quasi il 30% rispetto all’anno precedente.
Alibabà invece supera i 40 miliardi di fatturato ma ottenendo un incremento del 57% rispetto al 2017. Percentuale che permette di prevedere un superamento imminente del fatturato su Amazon. Tale sorpasso è già avvenuto per numero di clienti, Alibabà ne registra 576 milioni rispetto ai 320 milioni del colosso americano.
Alibabà è in costante crescita di utenti, cosa dovuta all’acquisto progressivo delle piattaforme dei Paesi limitrofi (l’ultimo esempio è Lazada ovvero il marketplace che aveva la meglio in Vietnam, Thailandia e Singapore).
La spiegazione è facilmente riconoscibile nella differenza del modello economico tra i due.
Amazon ragiona in logica di retail, comperando in stock merce per poi rivenderla nel suo stesso sistema, diventando anche lui un venditore. Amazon in più ha tra le voci di guadagno il fatturato ottenuto dal suo sistema di trasporto.
Alibabà invece non si ritiene nemmeno un e-commerce preferendo la definizione di intermediario tra compratori e venditori. Il colosso cinese infatti non controlla nulla dello stoccaggio, del trasporto e nemmeno dell’approvvigionamento delle merci, lasciando piena autonomia ai venditori.
“Il posizionamento delle due società è molto diverso. Amazon cerca di vendere la maggior parte dei suoi prodotti direttamente al consumatore, in concorrenza con altre marche più piccole, Alibabà agisce semplicemente come una piattaforma di collegamento tra commercianti e consumatori, nonché tra grandi marche e rivenditori”. Sunnucks.
Per ciò che riguarda la remunerazione Alibabà si discosta fortemente dalle piattaforme di commercio digitale europee, imponendo una trattenuta dal 1 al 5% come commissione di vendita, contro 12-15% dei marketplace presenti in Europa.
eBay, il marketplace con più anni di storia nel mercato europeo, rimane il principale competitor di Amazon nel nostro continente. Con i suoi 407 milioni di dollari di fatturato mantiene un posizionamento ben saldo nelle menti degli utenti che comprano online.
Le differenze tra Amazon ed eBay sono molte ed influenzano il modello economico ed il genere di utenti da cui sono frequentati. Infatti, eBay permette la messa in vendita dei prodotti tramite un’asta, in cui gli interessati fanno le loro offerte. La proposta ha una scadenza temporale e gli acquirenti cercano di conquistarsi il prodotto a volte sfociando in una battaglia all’ultimo click.
Per questo spesso la piattaforma viene utilizzata per prodotti di collezionismo o molto rari. Amazon, al contrario, stabilisce dei prezzi fissi, cosa che lo rende una piattaforma migliore per prodotti di serie o di fine serie.
Le politiche su resi e rimborsi in eBay, a causa della libertà di gestione che il sistema lascia ai venditori, non riesce a garantire la stessa efficienza di quello Amazon, il quale invece si propone di controllare internamente i passaggi di trasporto e pagamento. L’importanza dei feedback su Amazon è nettamente superiore rispetto a quella data da eBay, che invece tralascia la potenza dell’opinione dei compratori.
Il risultato è che le transizioni su eBay appaiono più lunghe e complesse rispetto al servizio veloce ed incentrato sul cliente che invece garantisce il colosso americano.
Amazon non permette contatti tra seller e buyer, quando invece eBay permette di personalizzare il rapporto della transizione con addirittura la possibilità di linkare un proprio personale ecommerce.
Infine Amazon propone una serie di funzionalità aggiuntive per chi si iscrive con un account Prime, cosa assolutamente non contemplata dalle due piattaforme intermediarie compratore-venditore.
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