Il patriottismo francese necessita, per instaurare un rapporto efficace, di un export manager francofono

L’internazionalizzazione con E-Team International è possibile verso molti Paesi, grazie allo staff madrelingua che contempla una trentina di export manager esperti del Paese di riferimento.

Il TEM (Temporary export manager) che si rivolge al mercato francese, che racchiude Francia, Svizzera, Belgio Lussemburgo e CANADA (FRANCOFONO), è N.C. In questa intervista racconta le caratteristiche del mercato francese e i pregi e difetti dei francesi.

Qual è il primo approccio con i francesi nel settore commerciale?

N.C. “I francesi, ma non sono gli unici nel mondo, hanno forte l’orgoglio per la propria patria. Quando non parli la loro stessa lingua o con un accento diverso, loro ti rifiutano. Io sono quindi facilitata perché parlo la loro stessa lingua sebbene mi presenti come italiana: questo porta in loro curiosità, vogliono capire il motivo e inizio così a raccontare la mia storia che mi permette di iniziare a instaurare un rapporto”.

Quali sono le caratteristiche del mercato francese?

N.C. “è composto di grandi strutture. Un esempio è lo studio d architettura, dove in Francia contempla almeno 100/150 dipendenti. Parigi è un polo industriale, gli architetti parigini lavorano in giro per il mondo. Il modo francese è basato sul fai da te: mentre in Italia si chiamano i professionisti, i francesi amano fare tutto da soli dove riescono e soprattutto richiedono velocità. È per quest’ultima caratteristiche che spesso noi italiani siamo penalizzati nel loro mercato: veniamo etichettati come lenti e loro odiano questo aspetto”.

I francesi cosa apprezzano dell’Italia?

N.C. “Gli italiani hanno il gusto del bello e i francesi lo riconoscono. Parigi, la Costa Azzurra sono mercati interessanti per il lusso, il resto della Francia apprezza l’artigianato italiano. Se il prodotto piace, loro si affezionano e si fidelizzano a quell’azienda”.

In cosa si distinguono dagli italiani sul modo di vivere?

N.C. “In Italia abbiamo un’abitudine a spendere che in Francia non c’è. Noi italiani spendiamo molto per mangiare nei ristoranti e per vestirci, i francesi invece non hanno queste abitudini: lo si vede anche dai pochi ristoranti che ci sono se si esce dai poli turistici. I francesi vanno molto in vacanza, ma non vengono in Italia perché costa troppo”.

Qual è il punto di svolta per l’approccio con un francese? Quando si crea la relazione?

N.C. “La regola base della comunicazione: sei simile a me. Ecco perché apprezzano il madrelingua francese”.