Le statistiche parlano chiaro: i nostri connazionali che hanno scelto di lasciare l’Italia e conoscere e lavorare in uno o più paesi esteri sono davvero molti. Ma c’è anche chi, andando controcorrente, decide di rientrare in Italia e sfruttare le competenze acquisite per aiutare e supportare le imprese. È questo il caso di Federica Costantini che abbiamo incontrato nella preparazione dei nostri seminari e che ci ha raccontato la sua esperienza internazionale tra Lettonia, Malta e Messico. L’abbiamo intervistata e le abbiamo chiesto come un’esperienza internazionale può impattare positivamente nella vita d’impresa.

Ciao Federica, ci racconti la tua storia e cosa hai fatto nelle tue esperienze all’estero?
Faccio la presentatrice di eventi e format digitali sul territorio italiano ed estero e la communication strategist per aziende e organizzazioni. Mi occupo del lancio di prodotti e progetti dopo aver creato il posizionamento di marca e la strategia comunicativa. Ho alle spalle un passato da animatrice, group leader, lauree e certificazioni in psicologia, tirocini, lavori e specializzazioni in scienze psicologiche, criminologia e empowerment, relatrice in convegni e conferenze e pubblicazioni accademiche. Per tutti i dettagli invito a dare un’occhiata al mio profilo LinkedIn.
Ho un’indole esploratrice e viaggio da sempre. Le mie ‘case’ sono state in ordine: Italia, Lettonia, Malta, Messico, Italia. Dopo gli studi nella capitale e numerosi viaggi in giro per l’Europa come rappresentante italiana in scambi interculturali della Comunità Europea, sono passata all’essere progettista con l’associazione Vulcanicamente di cui sono vicepresidente e per cui ho fatto da trainer per i progetti vinti.
Mi sono spostata prima in Lettonia e poi a Malta per Lottomatica come presentatrice di giochi online e poi sono volata nella terra del tequila e dei sombreri dove ho collaborato con un centro di sviluppo imprenditoriale come formatrice e pr ed in seguito sono stata scelta come inviata per un programma della tv nazionale messicana.
Ora sono di base a Lecce ma presento il mondo nel mondo. Mi sono formata in marketing e strategie commerciali in maniera autonoma e negli ultimi anni ho applicato offline e online tutto ciò che ho appreso. Mi sono dedicata a collaborare con pmi e associazioni integrando le esperienze sul campo personali e professionali con il controverso mondo imprenditoriale.

Perché hai scelto di lasciare l’Italia?
In 32 anni ho sperimentato un bel po’ di vite prima di quella attuale e riconosco nell’esperienza del viaggio, non solo fisico ma anche interiore, un valore imprescindibile soprattutto per chi vuole fare impresa.
Viaggiare è un acceleratore di processi psicofisici nel nostro percorso di evoluzione ed ha un impatto incredibile sulla nostra vita personale ed imprenditoriale.
Oggi come oggi, in un mondo globalizzato, conoscere altri scenari, muoversi in altri contesti, modi di fare, di essere e di pensare è “conditio sine qua non” per il salto evolutivo che è in corso.
A differenza di chi esaspera il concetto di specializzazione, scoraggiando o demonizzando le deviazioni puntando sull’illusoria idea che esista un modello che funzioni maggiormente rispetto agli altri e propone binari precostituiti e regole inconfutabili, invito i miei clienti a scommettere sul proprio potenziale umano, sulle sue infinite possibilità di esprimersi di ognuno di noi e sulle altrettante infinite opzioni di scelta.
In questa fase scelgo accuratamente i co-creatori della mia realtà. Se ciò che sto dicendo risulta poco comprensibile vi invito a vedere questo video e poi proseguiamo con le domande.

Ci racconti dei paesi in cui sei stata e della tua esperienza in questi?
La Lettonia è un orizzonte a cui rivolgere attenzione in quanto Repubblica baltica, possibile porta d’accesso al mercato sovietico grazie alla sua vicinanza alla Russia.
Durante la mia permanenza nella capitale lettone, Riga, ho notato alcuni aspetti interessanti:

  • burocrazia semplificata ed incentivi fiscali per l’avviamento di imprese;
  • contesto internazionale e un’attiva comunità italiana;
  • servizi funzionanti e professionali.

Malta va considerata per la sua posizione nel Mediterraneo, a due passi dalla nostra penisola e alcuni tratti distintivi: l’impronta araba ed anglosassone e l’appartenenza alla Comunità Europea.
L’ “isola dei cavalieri” risente della continua contaminazione linguistica e culturale che, oltre a quella inglese, comprende quella araba ed anche quella italiana. Per questo un italiano a Malta è difficile che non si senta a casa.

Il Messico è immenso e bisognerebbe viverlo tutto per raccontarlo in maniera puntuale. Io ho conosciute due delle sue regioni come cittadina, Guanajuato e Morelos, e ne ho visitate veramente tante come viaggiatrice. Ogni regione è un universo a sé stante con dinamiche e condizioni lavorative differenti che dipendono anche dalle caratteristiche proprie del territorio stesso. Avendo lavorato fianco a fianco con un cospicuo numero di imprenditori vorrei incoraggiare a valutare il Messico come possibile meta di internazionalizzazione per le aziende nostrane.

Perché consiglieresti a qualcuno di aprirsi verso nuovi paesi?
Non amo i consigli e generalmente preferisco offrire il mio punto di vista a cui me lo chiede.
In questo caso agli imprenditori lascio una leggenda sull’origine dell’espressione ‘quemar los barcos’ (bruciare le navi) che mi fu raccontata in Messico.

Si racconta che nel 1519, il condottiero spagnolo Hernan Cortès partì alla volta dell’America Centrale con meno di una dozzina di navi e un equipaggio composto da 508 soldati.
Sbarcati sulla costa messicana, il generale intuì che i suoi uomini stavano vacillando sulla decisione di affrontare gli aztechi dal fatto che avessero posizionato  le navi con la prua verso il mare in modo da essere pronti alla fuga, nel caso in cui le cose si fossero messe male.
Nella notte, allora, Cortès agì di tutta risposta bruciando tutte le navi.
Mise così i suoi nell’unica condizione possibile per poter tornare a casa: vincere e tornare a casa con le navi del nemico.
Fu così che, Cortès conquistò l’impero azteco.

Chi non corre il rischio di ‘quemar los barcos’ e aprirsi al nuovo, per creare nuove realtà verso terre, digitali e non, si priva dell’occasione più significativa per un essere umano: evolvere. Gli imprenditori me lo insegnano. Ogni tanto bisogna solo ricordarselo o prenderne coscienza.

Per conoscere Federica visita i suoi profili Facebook, Instagram, Twitter.