L’Ungheria è un paese che ci ha sempre affascinato e per questo, quando abbiamo conosciuto Dora Heinrich, le abbiamo subito chiesto di parlarci di questo paese e di come un’azienda italiano potrebbe entrare in questo mercato.

  • Ci racconti qualcosa di più sull’Ungheria?
    L’Ungheria è un paese europeo di dimensione media, nel cuore dell’Europa centrale, con buone prospettive di sviluppo, in cui gli italiani godono di una popolarità storica. Budapest, il centro culturale-economico del paese è una città tipicamente europea, facilmente paragonabile per quanto riguarda i gusti e stili di vita a quella dei paesi dell’Europa occidentale.
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  • Come viene recepita l’Italia e gli italiani?
    L’Italia e l’Ungheria hanno avuto sempre ottimi rapporti culturali e commerciali. Gli italiani e i prodotti italiani sono generalmente accolti con grande simpatia. Siccome l’attività di esportazione non presenta problemi particolari, il mercato ungherese potrebbe essere considerato quasi domestico, con buone prospettive di sviluppo nel medio e lungo termine. Sebbene il mercato ungherese non sia particolarmente esteso, grazie alla sua posizione geografica al centro dell’Europa, costituisce un’ottima base logistica e di distribuzione, aprendo una porta per l’accesso ai paesi CEE ed oltre (Ucraina, Russia, Turchia ecc.). Il paese è terzo in Europa per la densità delle strade (tre corridoi TEN), la facilità di movimentazione delle merci permette alle società localizzate in Ungheria di migliorare la qualità del servizio offerto alla clientela e di creare un notevole valore aggiunto.
    Il paese è dotato di un suolo estremamente fertile e ricco d’acqua. L’Ungheria è situata nel bacino dei Carpazi, quindi è prevalentemente pianeggiante, con un clima temperato, ma variabile, soggetto a influenze mediterranee, atlantiche o continentali. Le terre coltivate coprono 5 milioni di ettari, di cui buona parte dispone di irrigazione. Le principali colture sono: grano, granturco, colza (olio), semi di girasole (olio), verdure, frutta, piante medicinali e aromatiche.
    L’allevamento è sviluppato, una voce importante dell’export alimentare viene costituita da esso. In Ungheria è vietato coltivare OGM.
    I settori industriali più importanti sono il settore automobilistico (Audi, Mercedes, Suzuki, Opel – General Motors), il settore biotecnologico, l’industria farmaceutica. L’Ungheria è anche un importante centro globale di servizi condivisi (SCC), grazie all’esistenza di personale qualificato.
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  • Quali sono i prodotti italiani che vengono maggiormente apprezzati?
    Al momento in Ungheria sono particolarmente benvenuti gli investimenti nei comparti automobilistico, dell’IT, della chimica-farmaceutica ed in generale nelle scienze della vita, con incentivi importanti. I fattori di rischio esistono naturalmente anche in questo paese, soprattutto connessi ad un contesto regolamentare mutevole.
    Attraverso i piani di sviluppo futuri il Governo ungherese ha dichiarato un interesse particolarmente importante per lo sviluppo dell’economia digitale (Piano Irinyi 4.0). Sono in corso investimenti notevoli per la copertura Internet 4G. La pubblica amministrazione è quasi interamente digitalizzata.
    Il Paese non ha ancora adottato l’Euro. Sono presenti 36 banche, tra cui 2 banche Italiane: Unicredit Bank e CIB (divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo).
    Per migliorare la competitività delle società e per attirare investimenti qualificati l’aliquota del 9% della tassa societaria (flat corporate tax) è la più bassa in Europa. La tassazione sul lavoro e sulle attività di ricerca e sviluppo è stata ridotta; in più nel settore HITECH è stato introdotto un nuovo schema di incentivi per attirare ulteriori investimenti.
    Nel paese esiste un’interessante domanda del “Made in Italy”, nasce quindi la domanda: cosa vendere?
    • Prodotti alimentari;
    • Costruzioni;
    • Mobili;
    • Macchinari ed apparecchiature;
    • Servizi di informazione e comunicazione.

    Soprattutto nella ristorazione la cucina italiana ha un ruolo importantissimo, in un Paese caratterizzato da una forte sensibilità ed attrazione verso l’Italia per ragioni storiche, culturali e di vicinanza geografica. In particolare, Budapest, con due milioni di abitanti e la sua posizione di capitale di turismo internazionale, presenta una forte domanda in questo ambito, soprattutto quando la dieta mediterranea è sempre più in sintonia con le tendenze alimentari riconosciute sul livello mondiale.
    Il 70% dei mobili venduti in Ungheria è d’importazione, con tendenze complessivamente positive, evidenziando una dinamicità del settore, dove lo stile italiano potrebbe avere una fetta più grande del mercato. Gli articoli di arredamento e di design italiano godono di un’immagine positiva in Ungheria.
    L’Italia rappresenta nel settore delle macchine per il confezionamento e l’imballaggio uno dei più importanti fornitori del mercato ungherese, preceduta solo dalla Germania. Il mercato dei prodotti audiovisivi in Ungheria presenta notevoli potenzialità, dove i prodotti italiani potrebbero avere delle prospettive particolarmente buone. La crescita dell’e-commerce è lineare, aprendo ulteriori possibilità per le società Italiane.

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  • Cosa consiglieresti ad un’azienda italiana che vuole entrare nel mercato ungherese?
    La pianificazione e realizzazione dell’internazionalizzazione ed esportazione non vanno lasciate al caso, l’accompagnamento professionale dell’imprenditore italiano in Ungheria è forse ancora più importante, visto le difficoltà che rappresenta la lingua magiara, che essendo una lingua finno-ugrica, non ha nessuna assomiglianza alle lingue latine.
    Per investimento all’estero non s’intende soltanto l’acquisto di un immobile. Già la concessione di un diritto di esclusiva a un distributore all’estero rappresenta un importante investimento, seguito spesso dall’apertura di un deposito di consegna, eventualmente dal primo dipendente all’estero o dalla costituzione di una propria società di produzione e commercio.
    Vi consigliamo quindi di affidarvi a professionisti Ungheresi per quanto riguarda l’intera strategia giuridico-fiscale e marketing.

 
Alcuni dati sull’Ungheria:
• Forma di governo: Repubblica
• Lingua: ungherese
• Capitale: Budapest 1.757.600 ab. (2015)
• Superficie: 93.024 km2
• Popolazione: 9.768.618 (2015)
• Unità monetaria: Fiorino Ungherese (HUF)
• Numero di società registrate: 1.806.062
• PIL nazionale: 124.380 (1.000.000 USD (fonte: IMF))
• PIL pro capite: 12.240 USD
• Disoccupazione: 10%
• Salario medio lordo: 290.000 HUF
• Salario medio netto: 193.000 HUF
• Membro di Consiglio d’Europa, UE, EBRD, OCSE, ONU, WTO, OSCE, NATO

Chi è Dora Heinrich?
Avvocato specializzata in Diritto societario e diritto commerciale internazionale, diritto Europeo Ungheria-Germania-Austria-Italia.